Perché il Pandoro Lidl sembra uguale a quello artigianale, ma costa la metà?

Quando arrivano le feste di Natale, i negozi si riempiono di persone in cerca di dolci tipici. Tra le scelte più gettonate ci sono sicuramente i prodotti firmati dalle grandi marche e quelli artigianali, spesso proposti a prezzi piuttosto alti. C’è però un’alternativa che negli ultimi anni prende sempre più piede: i dolci natalizi delle catene discount. Un esempio che ha fatto parlare di sé è il Pandoro firmato Favorina, venduto da Lidl, noto per il suo prezzo accessibile e un sapore che ha conquistato diversi consumatori attenti al rapporto qualità-prezzo. Ma dietro a questo prodotto, si nasconde un dettaglio non così noto: chi si occupa davvero della sua produzione? La risposta non è difficile da trovare, ma spesso sfugge a chi non si sofferma sull’etichetta.

Favorina è un marchio privato, una formula ormai sdoganata nella Grande Distribuzione Organizzata, dove il brand rappresenta un nome commerciale dietro cui si celano produttori esterni. La lavorazione avviene grazie al co-packing, un sistema che consente ai distributori di vendere prodotti dall’ottima qualità a prezzi modici, risparmiando su pubblicità e marketing. Se si osserva bene la confezione, si scopre un dato concreto: lo stabilimento indicato è in Via Verdi 31, Castel d’Azzano, provincia di Verona. Chi ha esperienza o è curioso sa bene cosa significhi quell’indirizzo.

La verità sul produttore del pandoro a basso costo

Quel luogo non è stato scelto a caso: corrisponde a uno degli stabilimenti di Bauli S.p.A., un colosso storico nel panorama dei dolci natalizi italiani più diffusi. Proprio Bauli si occupa concretamente della produzione del Pandoro Favorina venduto da Lidl. Quasi subito questa notizia ha fatto il giro di forum e discussioni dove chi bada al risparmio e alla qualità si confronta, mettendo in secondo piano l’idea che un dolce da discount debba necessariamente essere di scarsa origine o realizzato da fornitori sconosciuti. Un dato spesso trascurato, ma che ribalta completamente la prospettiva sulla bontà e provenienza del prodotto.

Perché il Pandoro Lidl sembra uguale a quello artigianale, ma costa la metà?
Il Pandoro Favorina di Lidl, un’alternativa conveniente e gustosa, conquista i consumatori con il suo prezzo accessibile durante le feste. – golosifood.it

Però, va chiarito che il Pandoro Favorina non deve essere confuso con il tradizionale pandoro Bauli – quello dalla confezione lilla, presente da anni. Sebbene la produzione condivida gli stessi standard e impianti, le ricette possono essere differenti. Gli accordi tra distributore e produttore prevedono variazioni che riguardano ingredienti specifici, come la quantità di burro o il tipo di uova, oltre a tempi di lievitazione diversi. Non significa necessariamente qualità inferiore, ma un profilo gustativo e compositivo differente. Insomma, niente tagli alle regole di sicurezza o agli standard industriali.

Come funziona la collaborazione tra discount e grandi produttori

Dietro questa alleanza tra Lidl e Bauli si trova una strategia che fa comodo a entrambi. Bauli, per esempio, ha bisogno di mantenere attive le linee produttive tutto l’anno. Realizzare dolci per marchi della Grande Distribuzione Organizzata aiuta a ottimizzare gli impianti, ridurre i costi fissi e sfruttare appieno le risorse disponibili, anche quando il marchio Bauli stesso copre già una fetta di mercato importante.

Da parte sua, Lidl offre un pandoro di qualità certificata che può stare tranquillamente a confronto con i prodotti delle grandi marche, ma a prezzi spesso decisamente più bassi. Ai clienti, quindi, si presenta la possibilità di acquistare un dolce prodotto esattamente nella zona storica del Pandoro, Verona, senza spendere una fortuna. Questa dinamica emerge soprattutto nel periodo natalizio, ma non è una novità passeggera, bensì una scelta consolidata nel commercio alimentare.

Leggere bene l’etichetta, quindi, può rivelare molte cose sul prodotto che si ha davanti. Dietro nomi meno noti o a marchi esclusivi delle catene, spesso si trovano grandi realtà italiane che accorciano le distanze tra ciò che viene considerato “premium” e “discount”. Una realtà che, strano a dirsi, molti italiani stanno ormai imparando a cogliere, cambiando l’atteggiamento con cui affrontano la spesa in vista delle feste.